Questione di…
28 11 2007Commenti : Non ci sono Commenti »
Categorie : foto, web
Mea culpa. Vengo a conoscenza solo adesso della giornata di ieri. Ho scoperto che è stata la giornata contro la violenza nei confronti delle donne. Vi rimando a questo bel post dell’amico Lazza invitando a riflettere su quello che leggete.
Si attende l’arrivo nelle sale del nuovo film di Francis Lawrence, costato 150 milioni di dollari. Ispirato al romanzo di culto di Richard Matheson, in realtà il colossal americano è piuttosto un remake di un film italo-statunitense degli anni 60 “l’ultimo uomo sulla terra” di Ubaldo Ragona.
Per gli amanti del genere è presente a questo link la versione completa in streaming del film originale per un ora e mezza di realizzazione. Storia passata.
Tocca adesso all’ex Willy di Bel-Air impersonare Robert Neville il protagonista, l’ultimo uomo di cui sopra. L’ uscita italiana prevista per il 4 gennaio 2008. Vedremo se l’horror più costoso della storia del cinema varrà i soldi spesi.. Cosa avete capito? i nostri per comprare il biglietto mica i 150 milioni
Aiutatemi. Con umiltà ammetto. Considerarla una cosa buona o no? Devo essere sincero, la prima cosa che mi son detto è stata: ma sono folli?
(Ma come si fa)
Ma in realtà chi è stato Adolf Hitler?Qualcuno lo ha considerato “un errore della storia”, o ha ingenuamente creduto che, dotato di diaboliche forze, aveva stregato una nazione intera. E’ andato al potere legalmente, ha sempre dichiarato il suo programma, realizzandolo senza incertezze. Bisogna ammettere che, come Cancelliere del Reich, non si era mostrato privo di iniziative: aveva mandato le sue truppe a Vienna, festosamente accolte; c’è una fotografia che lo ritrae accanto alla Torre Eiffel; le armate naziste hanno preso il sole in Grecia a Tobruk; sono arrivate nei sobborghi di Mosca; hanno aggredito l’Europa e sterminato gli ebrei. Aveva modi tanto garbati, odiava gli sport violenti, non mangiava carne, baciava la mano alla segretaria, era gentile con le donne e pieno di premure con Blondie, il suo cane alsaziano, temeva gli intellettuali e gli piacevano i film sentimentali o le “riviste con gran mostra di gambe”.
Quando si affaccia alla finestra del Vaticano per benedire le masse di fedeli io penso sempre alla sua storia, alla sua terra che amo, alla sua vita segnata dal dolore e il mio sguardo si fissa sul tremito delle sue mani e nei suoi occhi azzurri intravedendo la pena per gli affanni del mondo. Non gli è stato risparmiato nulla. (…) In ogni momento il peggio era in agguato. Ma ha affrontato il pericolo con la serenità di chi sa che, quando il fango sale, bisogna essere pietra per segnare la strada giusta della storia.
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