Rod Laver

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Credo che partire con Rod Laver possa essere solo un riconoscimento al mondo del tennis oltre che ovviamente ad uno dei suoi più grandi interpreti.

Australiano. Rodney George Laver all’anagrafe. Classe 1938. La sua carriera ventennale lo vede calcare i campi più famosi, i più nobili, i più prestigiosi.

 

Il migliore di tutti i tempi non esiste. La colpa è di Laver. Roger Federer non viene insignito di questo titolo. La colpa è di Laver. Solo sua. L’australiano ha vinto 11 titoli dello Slam tra il 1960 (primo Australian Open) e il 1969. Non furono però vittorie egualmente ripartite. In particolare, si nota un buio tra il 1963 e il 1968.

Buio dovuto a cosa?

Forse non tutti sanno cosa s’intende per era open.

Beh..il 1968 è un anno di cambiamento per il tennis. Un prima. Un dopo.
Prima di quella data il professionismo non veniva riconosciuto dagli alti vertici del tennis. Risultato: i tornei più importanti erano aperti solo agli amatori, enormemente meno costosi dei Pro. Chi vinceva i tornei non si scontrava necessariamente contro i più forti. Dopo le cose cambiarono: si parlerà da qual momento di
era open. I tennisti professionisti poterono nuovamente iscriversi ai tornei dello slam. Gli organizzatori non poterono più esimersi. Adesso chi gioca uno slam e lo vince sa di essere davvero il più forte.

Piccola parentesi. Dovuta.

Risalto chiaro ed evidente allora il motivo del buio. Per 5 anni consecutivi Rod Laver non prese parte ad alcun titolo dello slam.
Chi può dire quanti potevano essere in più alla fine della carriera rispetto agli 11 già richiamati? Forse quello di più forte tennista di sempre sarebbe adesso un titolo con casa e padrone.

Per due volte riuscì a chiudere il cerchio perfetto del grande slam. L’unico a riuscirci due volte. L’unico a riuscirci dopo il 1968. Vincitore nello stesso anno in Australia, Parigi, Wimbledon, New York. Cerchio chiuso nel 1962 e nel 1969.

Fisico quasi normale. Per un tennista un metro e settantadue centimetri non è altezza degna di nota. Il servizio necessità diquei laver21.jpgcentimetri in più. Per moti ma non Rodney. Non avrebbe fatto altrimenti del serve and volley una così affinata arma. Tecnica eccellente, niente da dire. Un repertorio più che completo.
Piccolo rimarco riguardo al suo rovescio. Letale nella stragrande maggioranza dei casi. In back, piatto, addirittura in top. Trovare così ampia varietà nell’esecuzione del fondamentale in questione non era facile. Non lo è al giorno d’oggi, figuriamoci 40 anni fa. Il rovescio come colpa d’attacco era roba per pochi eletti (Rosewall.. chi altro?).
Le sue discese a rete erano un problema per i suoi avversari. Difficile passarlo. E quando si decideva di giocare d’anticipo “..vado io a rete, mò lo frego!” Nulla, trafitti. Passante o lob d’attacco ( altro colpo portato a livelli sublimi da Laver) la sostanza era la medesima. La palla a pochi cm dalla linea di fondo. Punto perso.
I rivali, quelli che riuscivano a contrastarlo, erano pochi. Ken Rosewall prima del 68 solo lui. Nell’era open trovò in più gente come Roy Emerson, Arthur Ashe, John Newcombe e Tony Roche.(Storica la massacrante semifinale proprio contro roche agli Australian Open del ’69).

 

In calando negli anni ’70. Cominciava quel fisiologico declino che lo porta al ritiro dopo il 76. Un fisiologico declino che comunque gli consente di rimanere nei primi 5 della classifica mondiale a 35 anni. Nessuno come lui.

 

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Rod Laver entra di diritto nella Hall of Fame del tennis nel 1981.
Si mette punto così alla storia. Il primo grande personaggio che il tennis ricorda.

2 risposte a “Rod Laver”

24 02 2008
lealidellafarfalla (08:46:05) :

il più grande di sempre il “mitico” Rod. Il secodo slam, quello del ‘69, lo compì a più di 30 anni.

24 02 2008
Peppiniello (12:42:47) :

eh lo so.. e per di più incontrando sulla sua strada signori tennisti :)

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