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Botta e risposta 11 marzo 2011

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Un assaggio dei nervosismi speculativi che aleggiano sul settore viene intanto dal botta e risposta a distanza tra l’associazione delle banche estere che operano in Italia (Aibe) e il ministro dell`Ambiente Stefania Prestigiacomo.
Ammonisce l’Aibe in una nota inviata alla presidenza del consiglio: se il decreto venisse confermato «sarebbe inevitabile il blocco delle iniziative di finanziamento in corso, e sarebbero indebitamente favorite speculazioni sulla compravendita dei titoli abilitativi già  in essere» confermando il «rischio di maffidabilità del legislatore italiano».

Risponde la Prestigiacomo: «È il solito atteggiamento delle banche, che non ci piace, perché non c`è ragione di non
avere fiducia in ciò che è scritto in una legge dello Stato, e cioè che entro il 30 aprile ci sarà un nuovo quadro di incentivi». Quindi i piani di investimento «possono andare avanti».

Lo leggo sul Sole 24 Ore di oggi. Pagina 23.

Il crowdsourcing secondo il profeta Isaia 21 febbraio 2011

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Sempre più spesso rivedo in quello che leggo dai testi sacri situzioni e meccanismi più che attuali.

Ieri però, la terza lettura della Messa domenicale mi ha lasciato davvero qualcosa di curioso: Parliamo di crowdsourcing

Alla base del crowdsourcing ci sta un’evidenza: nessuno potrà mai conoscere tutto su tutto.
E allora ci sarà sempre qualcuno che arriverà prima di te alla soluzione del problema, motivo per cui conviene convogliare la folla in uno scenario di collaborazione di massa in cui, se le cose sono fatte bene, vincono tutti.

LETTURA
Lettura del profeta Isaia 64, 3b-8

Fratelli, se c’è qualche consolazione in Cristo, se c’è qualche conforto,
frutto della carità, se c’è qualche comunione di spirito, se ci sono
sentimenti di amore e di compassione, rendete piena la mia gioia con un
medesimo sentire e con la stessa carità, rimanendo unanimi e concordi.
Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta
umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Ciascuno non cerchi
l’interesse proprio, ma anche quello degli altri. / Abbiate in voi gli
stessi sentimenti di Cristo Gesù.

Un nuovo Matrix 27 gennaio 2011

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Così pare

Vamos Rafa 26 gennaio 2011

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Oggi, dall’altra parte del mondo, si è giocato l’ultimo qurto di finale degli Australian Open. Nadal, numero 1 del mondo, ha perso contro il connazionale David Ferrer.

Il post non vuole informare ma diffondere la cultura sportiva di uno dei più grandi tennisti di sempre.

La cronaca racconta di un Nadal si è infortuna dopo 20 minuti di gioco circa, dopo un game – il secondo del match – durato 17 minuti. Nadal  però continua, onorando la sua presenza da leader della classifica mondiale, onorando il pubblico e onorando il mondo sportivo tutto. Gli antidolorifici che il medico gli ha somministra probabilmente gli generano disturbi di stomaco. Lui però continua.
Tra uno scambio e l’altro, i due arrivano al punteggio di 0-1 con al servizio un Nadal sotto di due set a zero. Perdere quel servizio significherebbe salutare ogni residua speranza.

Beh, quel game lo Spagnolo l’ha perso e al successivo cambio di campo – David saliva 3-0  nel punteggio – Nadal ha forse  il tempo di distogliere l’attenzione dalla partita e realizzare che non arriverà alla fine del torneo. E lì i suoi occhi lasciano andare tutto:

A quel punto il “TIME” del giudice di sedia lo riporta alla partita. Un rapido rialzarsi dalla sedia e via verso la riga di fondo pronto a servire e rincorrere nuovamente l’avversario.
Nadal ovviamente finirà la partita e stringerà la mano a quello che il campo ha proclamato vincitore con il punteggio di 6-4, 6-2, 6-3.

Onore a entrambi e grazie a chi ha inventato questo sport dallo strano punteggio.

Ritorno di forza 25 gennaio 2011

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Davo un’occhiata alle statistiche del blog e mi sono accorto che ho sempre una  discreta presenza di lettori per questo vecchio post. Visto che piace io lo ripropongo in evidenza. Così lo rileggo anche io.

Premetto e ammetto che la mia antipatia nei confronti di microsoft discende da motivi più futili che concreti.
Beh.. GNU/Linux in qualsiasi salsa è un sistema operativo aperto, libero e soprattuto privo di terzi figuri che ti controllano. Ubuntu è software libero, che comodità potere installare tutto quello che vuoi senza preoccuparsi di acquistare o ancora peggio e ancor più grave scaricare e crackare software proprietario.
Ma poi si legge che far girare un DVD o un Mp3 su Ubuntu inplementa la necessità di violare la filosofia di base. E allora che stiamo a fare? minchioneggiamo?!

La filosofia di base sul software libero è una gran cosa o una gran sega mentale (dipende dai punti di vista).

E allora è da un po’ che leggo (forse da troppo poco) che non è poi cosi tanto male come si etichetta.
Leggo e leggo anche però, che la controparte libera è tutta da assaporare. Un piacevole retrogusto di onnipotenza, al palato di chi realmente crede nel progetto diffidando del sistema.

Il succo di questo post, scritto così, su due piedi, potrebbe sembrare oscuro ed in effetti forse lo è.

Opportune basi permettono di assaporare tutto, anche quello che viene etichettato come male odorante o avariato. Tutto può essere sfruttato a proprio piacimento ;)

Come farsi del male 20 gennaio 2011

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Visto il post precedente mi scuserete per la ripetizione. Però per questa ne valeva la pena

Che belli che sono i sondaggi 19 gennaio 2011

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Consiglio di dare uno sguardo ai risultati di quelli proposti sul sito di libero. Che è un giornale di destra.

Sul lavoro gratificante 19 gennaio 2011

Posted by Giuseppe in Giuseppe dice...
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Leggo e concordo con chi indica questi tre elementi come
caratteristici di un lavoro gratificante: proporzione diretta tra sforzi e risultati, complessità e autonomia.

Precursori 6 gennaio 2011

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La psichedelia ai tempi di Dumbo

La lista della spesa 6 gennaio 2011

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